Una fottuta bugia
Pietro era un bambino prodigio del mondo dello spettacolo. Ora che si avvicina ai trent’anni, non è più né un bambino né un prodigio. La sua vita scorre tra provini che non supererà mai e qualche lezione di teatro che tiene presso una chiesa vicino a casa. Le sue finanze precarie lo costringono a vivere in un appartamento modesto, di proprietà della diocesi, per il quale paga un affitto simbolico. Condivide l’appartamento con Nicolas, un infermiere d’ospedale, divorziato, con un figlio e una personalità caotica e superficiale. Quando ricevono un avviso di sfratto, Nicolas, per evitare il problema, inventa che Pietro ha il cancro. Inizia così una menzogna terribile. Pietro, inizialmente paralizzato, non riesce a reagire. Quando finalmente trova il coraggio per dire la verità, incontra Claudia, una ragazza affetta da una malattia terminale. Claudia, nonostante la sua condizione, sprigiona vitalità e luce da ogni poro. È estroversa, intelligente, profonda, solare. Pietro ne è completamente rapito, tanto da non riuscire più a confessare l’inganno. La bugia di Nicolas diventa il filo invisibile che lega Pietro e Claudia. Un doppio vincolo che li rende diversi da tutti gli altri, ma che Pietro, nonostante il senso di colpa crescente, non riesce ad abbandonare. Tra tenerezza e tormento, si sviluppa un legame tanto profondo quanto fragile, fondato su un malinteso, ma nutrito da un’autenticità che va oltre ogni maschera.