¡Ahora sí llego!
Tre mesi, su una vecchia Ural con sidecar. Così Desiderio, artista pop-surreale italiano, affiancato dall’amico e artista cubano José Balboa, con una moto che si rompe continuamente ma che alla fine non smette mai di andare, compie una sorta di pellegrinaggio donchisciottesco su tre ruote, attraverso le 15 provincie cubane meno battute, alla scoperta delle realtà artistiche più remote dell’isola: musei grandi come una stanza, gallerie a cielo aperto inghiottite dalla giungla, laboratori di creazione tenuti insieme da pochi mattoni e qualche asse di legno in cui si disquisisce del senso più alto dell’arte, in barba ai pochi strumenti a disposizione. Per ribadire, anche ora che quella Cuba sembra destinata a cambiare per sempre, che la più grande risorsa della isla è l’intensità, creatività e vitalità della sua popolazione.Desiderio e il suo amico, con pochissimi mezzi e nelle condizioni più improvvisate, intraprendono un viaggio ora documentaristico, ora onirico e visionario: le difficoltà pratiche e le interviste si alternano a momenti surreali, immagini evocative e personaggi grotteschi da fare invidia a Ciprì e Maresco.Nessuna banalità turistica o celebrativa, nessun luogo comune sulla Cuba della rivoluzione e della musica salsa, nessun cliché da grande avventura motociclistica, nessuna facile cartolina da incorniciare: sognante, insolito, strampalato, talvolta comico, a tratti malinconico, ¡Ahora si Llego! è un viaggio nell’amicizia e nell’immaginazione. Reso possibile dalla fedeltà cocciuta, quasi eroica, di un vecchio ferro.
